“Non giudicatemi per i miei successi, ma per tutte quelle volte che sono caduto e sono riuscito a rialzarmi.”

Così recita una delle famose frasi pronunciate da Nelson Mandela,  ma se il paragone vi sembra azzardato, cari tifosi, è forse perché ieri qualcuno di voi non ha assistito alla partita disputata dalla nostra U16 a Gaggiano contro un‘insidiosa Freccia Azzurra. Nonostante le padrone di casa fossero supportate da un pubblico e giudizi molto accomodanti, le nostre ragazze sono partite bene, decise, lasciando a bocca asciutta le avversarie e conquistandosi il primo set con un parziale di 25/10. Convincenti in tutto, nelle battute, negli attacchi, negli appoggi e anche, non meno importanti, nei sorrisi, negli sguardi, nella complicità, nell’ardore, che solo l’adolescenza è capace di generare e di alimentare. Poi però qualcosa si è incrinato, quel magico equilibrio è venuto meno, i sorrisi si sono allungati in smorfie di sofferenza, fuori banda non valutati, doppie dubbie, hanno logorato entusiasmo e autostima, la cartelletta del coach è diventata sempre più di pietra, un macigno troppo pesante da sopportare, ed impietoso arriva anche il risultato, la Coppa Milano ci strappa brutalmente un set, perso 24/26.

E’ a quel punto che sarebbe servito un sorriso, una mano stretta a pugno contro l‘avversario, che ieri non era solo la squadra avversaria, ma anche qualche scelta discutibile non sempre coerente e non sempre in linea con i valori del buono e del bello sport, suffragata anche dalla cinica convinzione  di  poter vincere in modo machiavellico a tutti i costi, tutto questo a discapito anche della purezza e della bellezza del FairPlay. Tuttavia il desiderio di rivincita è forte e tra mille tentennamenti le ragazze conquistano il terzo set 20/25. La Freccia Azzurra però si rianima, ragazze piazzate, difesa più solida, libero generoso che riceve anche sulla linea dei 9 m per far fare una bella figura alle compagne, loro ci credono e noi diventiamo trasparenti, anime, il coach tace, si siede, e punto dopo punto, ci rubano la luce che ci brillava negli occhi ed un lancinante 25/13 ci dilania. Ora la maledizione dei tie-break oscura definitivamente i volti di tutti, La storia recente ci ricorda che abbiamo sempre fallito e abbiamo sempre concesso il fianco in questa terribile prova. Occhi socchiusi, mani sudate, bocche disegnate al contrario, quasi dei fumetti, le ragazze arrivano, punto su punto ad un 10/10, ma tifosi, ancora generosi, incitano i loro cuori ed ecco “sono caduto e sono riuscito a rialzarmi “rimbomba nelle teste di tutti e soprattutto nel grande cuore del Basiglio…Possiamo sentirne il battito sempre più accelerato, fino all’esplosione di gioia incontenibile del 15/11. Non conta quante volte sei caduto, conta che ti sei rialzato nel momento giusto Basiglio!

E non prendiamoci mai troppo seriamente, il sorriso può essere contagioso.

To be continued

(Clo)

 

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